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Abolizione delle Province

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La sorpresa ci arriva con il governo Letta: il famigerato ddl Delrio. Il disegno di legge inizialmente era pensato in appoggio ad una riforma costituzionale (peraltro non presentata) che avrebbe dovuto abolire le province. Il ddl doveva abolire gli organi rappresentativi, di fatto lasciando soltanto un ente di secondo livello. Eppure la presa in giro era dietro l'angolo: non solo non veniva applicato alcun taglio ai costi della politica, visto che venivano tralasciati parecchi enti inutili.

I partiti sapevano benissimo quello che stavano facendo, prendendo in giro i cittadini a cui da anni promettono un drastico taglio dei costi della politica, partendo dall'abolizione degli enti inutili, province in primis.

Le loro vere intenzioni vengono fuori nelle riunioni riservate, quelle lontane da telecamere, in cui tutti dichiarano che "al netto della demagogia e della campagna elettorale" mica le vogliono abolire davvero. Questo perché le province, a parole tanto inutili, in realtà sono un utile luogo di "posizionamento" per tanti portatori d'acqua.

Il concetto che però viene sviluppato, in maniera errata, è quello che anche Renzi sta adottando: vista la tempesta in atto fuori dai palazzi romani, visto il vento che spira forte e chiede ai politici di darsi una regolata, basta sforbiciare qua e là. Così, la provincia è solo l'ente più sacrificabile. Non c'è alcun ragionamento, dunque, su una corretta ripartizione dei poteri a livello territoriale-amministrativo.

Per cui a che serve abolire di fatto la parte elettiva delle province, ovvero quella su cui gli elettori hanno un minimo di controllo, se poi non sparisce tutto il carrozzone?

A cosa serve aggravare il carico di responsabilità dei sindaci, a livello locale, senza adeguate compensanzioni in termini di risorse a favore dei comuni?

 

 

Questo è solo uno degli esempi che dimostrano come il governo Renzi non ha la forza politica né l'intenzione di affrontare di petto i problemi che da anni affliggono il nostro Paese. Come il governo Letta ha dimostrato, si arriva addirittura ad inserire una "normetta" che proproga fino a giugno 2014 il commissariamento delle province nel DL sul femminicidio.

Questa riforma introduce più di 5000 nuovi assessori e più di 26000 nuovi consiglieri comunali per quei comuni sotto i 10000 abitanti. Togli la cera, metti la cera.

Il Movimento 5 Stelle non si candida alle elezioni provinciali perché vuole davvero abolire le province. Noi siamo gli unici ad aver depositato una vera legge costituzionale che le elimina. Vogliamo essere chiari con gli italiani perché non si può restare a metà strada su questo tema: o ci teniamo le province o le aboliamo.

Da che parte stanno i partiti?