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Legge elettorale

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Tutto ebbe inizio con il VDay, il Parlamento Pulito e le 350mila firme raccolte. Condividendo tutto in rete siamo diventati la prima forza politica del Paese.
Lo abbiamo fatto anche con la legge elettorale.

Ci siamo tenuti pronti in tutti i modi: prima, votando la mozione Giachetti (PD), cercando una strada alternativa al Porcellum nel caso non vi fossero possibilità di mediazione sulla legge elettorale. Preso atto della miopia del governo Letta, siamo andati avanti con una nostra proposta, preparata dai nostri deputati e senatori delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, tenendo come punti di riferimento proprio i quesiti che più di 350mila concittadini hanno firmato nel 2007.

Con il governo Renzi pensavamo di poter porre le basi per rifare insieme le regole del gioco, come ogni buona democrazia vorrebbe. Niente da fare, anche stavolta non siamo stati nemmeno presi in considerazione. Allora abbiamo deciso di fare da soli. Anzi, abbiamo deciso di farlo con voi.

Con il prezioso aiuto del prof. Giannuli, sul nostro Sistema Operativo abbiamo deciso con tutti gli iscritti del Movimento 5 Stelle quali caratteristiche debba avere la legge elettorale pentastellata. Non una legge elettorale per il M5S, ma per ridare il potere ai cittadini, consentendo loro non solo di scegliere i propri rappresentanti, ma anche di escludere coloro che non sono ritenuti degni.

Il nostro obiettivo non è cambiato nel corso degli anni: dobbiamo trasformare il voto da strumento di delega, come avvenuto negli ultimi vent'anni, a strumento di partecipazione reale, riportando il Parlamento al centro della vita politica del Paese, in grado di rappresentare realmente le istanze dei cittadini, attraverso circoscrizioni "naturali" che vincolano il mandato dell'eletto alla rappresentanza dei territori e della cittadinanza.

Basta chiacchiere sulla governabilità. Come ha dimostrato il risultato delle consultazioni online, le cose importanti sono rappresentatività e preferenze.

La politica avrebbe dovuto arrivare a questi risultati prima della sentenza della Corte Costituzionale. Come sempre, i nostri amministratori si sono dimostrati inadeguati al loro ruolo. Lasciamo volentieri a loro la firma sul nuovo Porcellum, l'Italicum made in Arcore. Tanto vinciamo noi!