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Il MoVimento 5 Stelle

 

Il Movimento 5 Stelle non è un partito.

Il Movimento 5 Stelle è un progetto in continua evoluzione che vede nella partecipazione diretta dei cittadini alla politica l’unica soluzione ai problemi del nostro paese. Le cinque stelle rappresentano il punto di partenza che prima i meetup degli “Amici di Beppe Grillo”, poi le liste civiche ed infine il Movimento 5 Stelle hanno utilizzato come base per le proprie altezze successive.

Acqua pubblica, tutela dell’ambiente, mobilità, sviluppo, energia pulita.
Da questi punti è partito il nostro lungo viaggio.

I V-DAY: Bologna, Torino, Genova
La miccia ha un luogo e una data: Piazza Maggiore, Bologna, 8 settembre 2007. Il primo V-Day è stato il momento in cui abbiamo capito che non eravamo soli, che era possibile cambiare le cose, che siamo una comunità.
Abbiamo raccolto quasi 350mila firme per presentare una legge di iniziativa popolare che mirasse a introdurre le preferenze, che impedisse la possibilità di candidare in Parlamento i condannati penali o chi avesse già espletato due legislature. Era il 2007, quasi sette anni prima della sentenza della Corte Costituzionale sul Porcellum. Noi c’eravamo.

Non ci hanno ascoltati. Abbiamo capito che forse il problema era l’informazione, giornali e televisioni che non ci hanno mai dato spazio né attenzione. Il secondo V-Day di Piazza Castello, Torino, il 25 aprile 2008, fu organizzato per raccogliere le firme finalizzate alla presentazione di tre referendum sull’editoria.

Niente, c’eravamo quasi. Il primo giorno di dicembre del 2013 ci siamo guardati negli occhi a Genova, al V3 Day e abbiamo capito di aver fatto la cosa giusta a febbraio, quando abbiamo deciso di prendere in mano le nostre sorti direttamente nella casa della democrazia italiana, il Parlamento.

L’impegno attivo in politica
Dal 2009, le Liste Civiche a Cinque Stelle e successivamente il M5S ha partecipato alle elezioni amministrative e regionali. L’ossatura comune in 12 punti del programma delle varie liste civiche è la Carta di Firenze e i primi consiglieri entrano in Veneto ed in Emilia – Romagna.

Il 4 ottobre 2009 nasce ufficialmente al Teatro Smeraldo di Milano il Movimento 5 Stelle. Nel 2010 il Movimento 5 Stelle partecipa alle elezioni in cinque regioni e dieci comuni, eleggendo due consiglieri regionali in Emilia-Romagna, dove raccoglie il 7% dei voti per il presidente e il 6% di quelli di lista, e altrettanti in Piemonte, dove con il 4% risulta decisivo per l'esito elettorale. Vengono eletti inoltre otto consiglieri comunali.

Nel 2012 il Movimento 5 Stelle conquista le prime città (Sarego, in provincia di Vicenza, Mira, in provincia di Venezia, e Comacchio, in provincia di Ferrara). Il successo sorprendente è quello di Parma, la vittoria di Federico Pizzarotti.

Poi tocca al Sud: alle elezioni regionali in Sicilia del 28 ottobre 2012 il Movimento candida alla presidenza Giancarlo Cancelleri. Beppe Grillo si fa a nuoto lo Stretto, gli attivisti non possono tirarsi indietro. Con il 14,90% delle preferenze la lista del movimento è la più votata, mentre il candidato alla presidenza arriva terzo con il 18,20% dei voti. Il Movimento 5 Stelle ottiene così 15 dei 90 seggi dell'Assemblea regionale siciliana.

Nel 2013 tocca alle elezioni politiche verificare la consistenza dei cittadini che si sono stufati di una classe politica sorda ed inconcludente. Le televisioni e i giornali non servono, le piazze sì: Beppe si fa l’Italia due volte, per raccogliere le firme ai banchetti e per convincere gli scettici. Il 22 febbraio a Roma a San Giovanni ci sono 800.000 pazzi che urlano “tutti a casa”. Ed è solo l’inizio.

Elezioni politiche 2013: la maturità
Il 24 e 25 febbraio 2013 il M5S si presenta in tutte le circoscrizioni.
Sia alla Camera sia al Senato il M5S è la seconda lista più votata dopo il PD. Alla Camera raggiunge il 25,55% dei voti in Italia e il 9,67% all'estero, per un totale di 8,7 milioni di voti, ed elegge 109 deputati. Al Senato, con il 23,79% in Italia e il 10,00% all'Estero, per un totale di 7,4 milioni di voti, elegge invece 54 senatori.

Più di 150 parlamentari curiosi, determinanti, intransigenti.
Nel nostro programma c’è tutta la nostra storia e tutto il nostro futuro: vogliamo la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni della pubblica amministrazione e vogliamo più trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. Partecipazione e trasparenza sono valori che possono essere applicati ad ogni proposta di legge, ad ogni azione istituzionale.

Restituire ai cittadini, la nostra coerenza
I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno rinunciato a 42 milioni di finanziamento pubblico, anzi di rimborsi. I parlamentari del M5S hanno rinunciato anche a 1,5 milioni di indennità e diaria, versati nel Fondo di Ammortamento del Debito Pubblico e ad ulteriori 2,5 milioni di euro destinati ad un fondo per le piccole e medie imprese (PMI) appositamente istituito presso il MEF, sulla scia dell'esperienza analoga portata avanti in precedenza dai consiglieri M5S della Sicilia. Non servono rimborsi milionari, serve la credibilità, quel comportamento virtuoso che permette alla politica di chiedere il contributo dei cittadini su un progetto che deve coinvolgere entrambi, eletti ed elettori. L’abbiamo già fatto, l’abbiamo già dimostrato: attraverso le donazioni di tanti cittadini abbiamo raccolto circa 775.000 euro da quasi 30.000 sottoscrittori. Ciò che non è stato speso è stato destinato ai terremotati di Mirandola (MO) per la costruzione della palestra di una scuola, gravemente danneggiata in seguito ai fenomeni sismici che hanno interessato l’Emilia Romagna.

Il M5S abbraccia le teorie della decrescita e sostiene la green economy quale volano per la creazione di nuovi posti di lavoro. Contro le grandi opere come la TAV, contro il consumo di suolo e la cementificazione selvaggia, contro gli inceneritori. A favore del risparmio energetico, delle energie rinnovabili. Il Movimento 5 Stelle in Parlamento ha già presentato decine di proposte sull’adozione su vasta scala di programmi per il risparmio energetico, sul riciclo dei rifiuti, la mobilità sostenibile. Più trasparenza nell’economia e nella pubblica amministrazione, più partecipazione dei cittadini. Questa è la giusta ricetta per il rilancio dell’Italia.